L’insostenibile leggerezza del Freelancer: cosa fare quando sei freelancer e le cose non vanno

Table of Contents

vita da freelancer vivere estero emigrare tailandia
Vivere da Freelancer significa godere del proprio tempo, lavorare spesso in ambienti diversi, avere la libertà di muoversi in diversi campi. Poi c’è la realtà, che è ben diversa.

Essere un freelancer è una bomba.

Uno spasso. Significa godere del proprio tempo, continuare a specializzarsi quotidianamente, lavorare spesso in ambienti diversi, avere la libertà di muoversi in diversi campi senza sentirsi una pedina al servizio di qualcun altro. Poi c’è la realtà, che è ben diversa.

La concretezza è fatta di composti ben più solidi della materia dei sogni, su cui a sbatterci il muso ci si fa male: questa scelta lavorativa implica periodi di stallo, quando non c’è lavoro e troppo tempo per I brutti pensieri. Certi giorni è dura. Io lo avverto soprattutto di sera. Una volta mi piaceva l’oscurità, mi metteva voglia di bere, di incontrare gente, di perdermi nel buio. Ora mi trasmette l’idea che la giornata sia finita, e che il tempo sia passato, di nuovo, ancora una volta. Ma il problema maggiore sono le incertezze, che si accentuano espandendosi nelle ombre protrattisi fino a congiungersi e coprire tutto.

Come già teorizzato da una varietà di filosofi, la vita è fatta di ciclicità, che a noi poveri umani sembrano accanimenti, ma che in verità sono dei semplici cambiamenti, o periodi che si alternano. Essendo la nostra mente decisamente limitata a livello hardware, li percepiamo come mutamenti assai destabilizzanti, a volte quasi diretti a noi stessi intesi come persona, tanto che ci si sente perseguitati.

Insomma, come in tutto, aver la possibilità di gestire il proprio lavoro ha i suoi lati negativi: implica l’occasionalità di non aver lavoro o non poter lavorare.

O, come mi capita spesso ultimamente, di farlo gratis perché alla fine qualcosa non va, che sia il risultato, gli eventi esogeni, qualche spesa imprevista e così via. E allora si tira un po’ la cinghia, cercando di guardar lontano, aspettando tempi migliori. La cosa importante però, secondo me, è non perdere di vista il presente. Evitare di pensare al passato come un periodo migliore e al futuro come in attesa che qualcosa succeda. Perché si perde di vista il presente, che è la vita vera, ed è limitata e viene persa minuto dopo minuto. Ogni fase ha qualcosa da insegnarci, delle sensazioni da proporci, un ricordo da riservarci.

In ogni caso è importante insistere su coerenza e caparbietà. Fregarsene dei giudizi altrui e continuare per la propria strada. Le paure sono normali ed è giusto averne, ma se ci pensate bene sono per la maggior parte impartite. Nessuno nasce impaurito, è paragonarci agli altri che ci fa pensare di aver sbagliato, è discostarci dalla normalità che ci mette in tensione. Chi non esce dalla sua comfort zone, però, non migliora e non evolve. E’ quando si cade e ci si rialza che veramente si impara qualcosa, che si ha veramente l’occasione di migliorarsi.

E’ bene ricordarsi che non esiste un percorso giusto e uno sbagliato.

Chi giudica le vite degli altri si attiene sempre a un paradigma proprio, basato su valori propri, generati da migliaia di fattori come la sua educazione, il suo background educativo, la sua storia, le sue fobie, la sua evoluzione e una serie interminabili di scheletri nell’armadio.

Faccio bene a inseguire i miei ideali e le mie ambizioni? Dovrei trovarmi un lavoro in ufficio e fare un mutuo per la casa? Devo lasciare tutto e iniziare un viaggio spirituale in autostop? A volte, chi va controcorrente rischia tutto e alla fine vince. A volte invece no.

Non dimentichiamoci mai però che il diletto sta tutto nel divertissement, nel percorso, non nel risultato.

 

Altri articoli per te:

Eventi

In questa sezione troverai alcuni degli eventi che ho organizzato, soprattutto in Thailandia e a Bangkok. Mi sono occupato di questi da solo o con la mia crew Elektro Delikatessen. Se

Read More »

SEGUIMI SU INSTAGRAM! NUOVI CONSIGLI E VIDEO OGNI GIORNO!